Direi che ci sono molte idee confuse e che ho dato troppe cose per scontato nello scrivere, a suo tempo, questa sorta di guida...
Allora... cominciamo dal principio...
Ubuntu, il sistema operativo, è contenuto nella partizione principale, chiamata '/' o 'root'. Root vuol dire radice, quindi appunto è la radice del disco, la partizione principale.
Ora, qui è contenuto il sistema operativo, ma molti utenti possono usare il sistema.
Questi utenti hanno i loro documenti i loro files, le loro impostazione e i files di configurazione all'interno della PROPRIA cartella.
Questa cartella si trova all'interno della cartella '/home' che è contenuta dentro la root. I files e i dati dell'utente (e anche i programmi che ha installato solo per se stesso) non possono essere contenuti altro che nella sua cartella privata.
Ora, chiarito ciò, facciamo un esempio. Mettiamo caso che l'utente 'mario' utilizzi ubuntu. Tutti i suoi files risiederanno all'interno della cartella '/home/mario'.
Ora, l'utente mario, decide di installare un altro sistema operativo (sempre linux) ad esempio Mandriva. (un' altra distribuzione di linux, come ubuntu).
L'utente mario si ritroverà una sua cartella-utente nel sistema ubuntu e una nel sistema mandriva.
INVECE sarebbe molto più comodo che la cartella home sarebbe condivisa dai due sistemi. Per fare questo, c'è la possibilità di mettere questa cartella in una partizione a parte dal sistema ubuntu. Così può essere sfruttata sia da ubuntu, che da aventuali altri sistemi.
Ovviamente i pro non sono solo questi. Ad esempio se bisogna reinstallare il sistema ubuntu e quindi formattare la partizione principale (root) verrebbe anche formattata la home, mentre se la home risiede in un'altra partizione 'sopravviverebbe' alla formattazione del sistema e potrebbe essere riutilizzata, senza perdere files, immagini, configurazioni e programmi personali.
Dunque a mio parere, conviene fare una piccola partizione per il sistema ubuntu (dove verrebbe installato appunto il sistema) e una partizione molto più grande per l'utente, la '/home' appunto, dove andrebbero immagini files documenti foto configurazioni sfondi etc.
Però occhio a non fare la cartella di sistema troppo piccola perchè i programmi principali vengono comunque scaricati ed installati lì. Nonostante le configurazione personali di questi programmi risiedano comunque nelle cartelle-utenti.
Adesso credo che sia chiara l'utilità della cartella home.
Passiamo l'attenzione sulla SWAP.
La swap serve principalmente a due cose, una molto importante e l'altra un po' meno.
1. La memoria RAM è la memoria dove il codice del sistema viene memorizzato immeditamente prima di essere eseguito dal processore. Praticamente è come un ponte tra harddisk e processore: IL CODICE VIENE SPOSTATO IN QUANTITÀ NELLA MEMORIA RAM E POI VIENE ESEGUITO POCO PER VOLTA DAL PROCESSORE.
È per questo che se il pc 'si blocca' le operazioni che abbiamo istruito verranno comunque piano piano eseguite e poi il computer 'si sbloccherà'. Semplicemente la quantità di codice era troppo elevata per essere memorizzata tutta insieme nella memoria RAM e questo causava il blocco o il rallentamento.
Ora, se la RAM è piena, entra in gioco la SWAP. Il codice 'in eccesso' quello che non 'entra' in quel momento nella RAM, viene salvato in una parte del disco fisso (una piccola partizione) in attesa che la RAM si svuoti abbastanza da poter ritrasferirgli quel codice. Questa piccola partizione è appunto la SWAP.
Ecco perchè è importante che la SWAP ci sia, anche se se ne può evidentemente fare a meno.
ma il secondo motivo dell'esistenza della swap qual'è?
Andiamo ad analizzarlo:
Introduciamo prima le differenze tra disco fisso e RAM. Sono entrambi due memorie, ma perchè il codice prima di essere passato al processore viene passato alla RAM e non c'è un dialogo diretto tra HARDDISK e PROCESSORE?
Perchè: la RAM è una memoria che sfrutta gli elettroni, i dati sono dunque trasferiti alla velocità della luce.
Mentre l'HD sfrutta lo stesso principio dei cd-rom,dvd etc. È dunque molto più lento (nonostante a noi sembri veloce) e non è possibile che sia abbastanza veloce da far eseguire migliaia di stringhe di codice al processore, quasi istantaneamente. (Da quì ne viene che non è importante solo la quantità di RAM installata, ma anche la sua velocità).
Ora, ubuntu permette di salvare la sessione esattamente com'è in un determinato istante e salvarla sull'harddisk. Questo ci permette di poter riprendere il lavoro al riavvio esattamente da dove lo avevamo lasciato, come se non avessimo mai spento il pc. Con le stesse finestre aperte e le stesse applicazioni allo stesso punto.
Questo, tradotto in termini più specifici, vuol dire che:
Prima il contenuto della RAM viene salvato sull'harddisk in un'area specifica (la SWAP) e poi il computer viene spento.
Al riavvio il contenuto della SWAP viene ripristinato nella RAM e così il processore si ritroverà ad eseguire il codice lasciato in sospeso prima.
Da questo viene fuori un importante considerazione: Se la RAM deve poter essere salvata interamente sull'harddisk e quindi nella SWAP, quest'ultima non può essere più piccola della RAM, altrimenti parte del codice non potrà essere salvato per il riavvio successivo e l'ibernazione (così viene chiamata questa operazione) non avrà avuto senso.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e visto l'orario (dopo 2 notti insonni

) la mia capacità di sintesi è venuta meno. Mi scuso quindi per le dimensioni troppo elevate del mio intervento

.
Grazie a tutti comunque per l'aiuto e per l'intrapendenza.
How is Windows and Gates, in a world without frontline?

Ubuntu: Linux for human begins.

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